La crisi è quel momento in cui il vecchio muore e il nuovo stenta a nascere. Antonio Gramsci

lunedì 20 febbraio 2017

Parole chiave: dignità e uguaglianza. Intervista a don Luigi Ciotti

Intervista a don Luigi Ciotti di Giacomo Russo Spena
“Dignità, è questa la parola chiave”. Riconquistare la dignità perduta. Don Luigi Ciotti riparte da qui. Prete, una vita in mezzo alla strada dedicata ai più poveri e agli emarginati. Con il Gruppo Abele si è occupato di problemi sociali (droga, Aids, prostituzione, immigrazione), con Libera si prefigge invece di contrastare mafie ed illegalità diffusa. Ora, a 71 anni, ha ancora mordente e voglia di riscatto. Dopo la campagna Miseria Ladra, ha promosso recentemente Numeri Pari, una federazione di associazioni della società civile che si presenta come inedita “rete contro la disuguaglianza e per la giustizia sociale”.

Pd: tutt’altro che socialista, ma la rivoluzione c’è stata

di Checchino Antonini
Nicola Fratoianni è il primo segretario di Sinistra Italiana, eletto con 503 voti favorevoli, 32 contrari e 28 astenuti dal congresso fondativo che si è appena chiuso al PalaCongressi di Rimini. Risultato largamente previsto già all’inizio del percorso che ha portato Sel a “superarsi” per ricostituire la sinistra radicale accogliendo pezzi di fuoriusciti dal Pd e dal Prc, l’area di giovani dell’associazione Act e quei settori di ex disobbedienti già in orbita di Sel. Ma perdendo pezzi consistenti lungo la strada, dai “miglioristi” affascinati da Renzi fino ai Ciccioferrara, Smeriglio, Oggionni, Furfaro, in fila per entrare nel campo di Pisapia e in quello che verrà fuori dalla deflagrazione prevista al Nazareno.

Uniti e solidali con la Grecia per cambiare l'Europa

La Grecia ha intrapreso la strada per uscire dalla crisi. Il Fmi e la Commissione Europea pretendono nuove misure di austerità per dopo il 2018, peraltro in contraddizione tra di loro, che non sono previste né dai Trattati europei né nella costituzione di nessun paese al mondo, e per questo assolutamente ingiuste, dannose ed inaccettabili. Non solo la Grecia, ma anche altri Paesi, subiscono le conseguenze nefaste delle politiche di austerità, nuove richieste di sacrifici e contro riforme. Sessant’anni dopo la firma dei Trattati di Roma, l’Europa deve tornare alle sue radici democratiche, di pace, di solidarietà e di giustizia sociale. L’Europa deve riprendere il processo di integrazione, all'insegna di unità e solidarietà. Ciò significa archiviare la stagione dell'austerità con le sue ricadute negative, oltre che mettere in discussione la cultura del Patto di stabilità e del Fiscal Compact. 

Ada Colau: a Barcellona vogliamo accogliere di più e meglio

Sabato 18 febbraio a Barcellona centinaia di migliaia di persone hanno manifestato a sostegno dei rifugiati, chiedendo di poterne accogliere di più in aperta polemica col governo spagnolo di centrodestra sostenuto dai “socialisti” che rifiuta di rispettare la pur esigua quota di 16.000 previsti dagli accordi europei. La città ribelle di Barcellona è un buon esempio di come movimenti sociali e partiti della sinistra radicale possono costruire un’alternativa alle forze governative neoliberiste e alla destra xenofoba e razzista. Pubblichiamo la traduzione di un intervento della sindaca di Barcellona Ada Colau.

domenica 19 febbraio 2017

Sulla conversione liberista della "sinistra"

di Salvatore Palidda 
Questo testo vuole essere soprattutto un invito alla ricerca epistemologica sul successo liberista che s’è compiuto grazie anche e talvolta soprattutto grazie alla conversione neo-liberista della “sinistra” in particolare nel campo degli affari militari e di polizia, campo di ricerca troppo spesso trattato superficialmente se non totalmente ignorato anche per ciò che riguarda l’intreccio stretto con altri campi[1]Con formidabile lucidità nel suo celebre 1984 (del 1949), Orwell scriveva quali principali slogan del regime: “La pace è guerra”, “La libertà è schiavitù”, “L’ignoranza è forza”.

Lo scongiuro della scissione

di Ida Dominijanni 
L'infinita soap-opera del Pd non ha dalla sua dei buoni sceneggiatori: né fra i protagonisti, né fra gli osservatori. A una classe politica che oscilla fra il non dare il meglio e il dare il peggio di sé fa riscontro un coro di cronisti e commentatori che oscillano a loro volta fra la foga di descriverla come un covo di vipere velenose e l'ansia di scongiurare una scissione che sarebbe al meglio incomprensibile, al peggio devastante. Il bilancio della parabola del Pd - dieci anni non ancora compiuti e vissuti molto pericolosamente - pencola infine fra quello di un partito mai nato, di una miscela mal riuscita e di un progetto mai decollato, a quello di un bene prezioso e irrinunciabile, dell'unico superstite del riformismo europeo, dell'ultima barriera della civiltà contro l'invasione dei barbari pentastellati o trumpisti.

Riflettere sul Novecento

di Rossana Rossanda
Cari compagni, vi ringrazio per la vostra lettera e l’invito a partecipare al vostro dibattito congressuale. È evidente che mi interessa. Ho letto i documenti che avevate da qualche tempo preparato, ma potete comprendermi se mi riguardano come materiale di riflessione piuttosto che come decisione di schieramento. Vi prego di tenere presente, oltre alla mia età e al mio stato di salute, il lungo percorso che ho fatto. E con non poche sconfitte. Non me ne rincresce. Ma mi obbliga – a quanto sembra diversamente dalla maggior parte dei fermenti che si sono sviluppati intorno alla crisi del Partito Comunista Italiano, prima e, poi, del Partito democratico – a uno sguardo e a un bilancio su quella che è stata la storia passata del movimento operaio italiano e, almeno, europeo. Si tratta di un secolo di elaborazione teorica e di lotte.

Bolognina, Lingotto, Leopolda, capolinea

di Carlo Clericetti 
"La grande speranza della sinistra post comunista, dalla Bolognina in poi, era che la morte dell'ideologia avrebbe reso più viva la politica. Più viva e più libera di abbracciare la realtà", scrive Michele Serra. Alla manifestazione della Bolognina, nel 1989, il segretario del Pci Achille Occhetto dichiarò che erano necessarie "grandi trasformazioni", non escluso il cambiamento del nome, Partito comunista, che avrebbe simboleggiato una svolta radicale. Lo shock che aveva generato questa svolta era stato la caduta del muro di Berlino, a sua volta simbolo del fallimento e della resa del comunismo sovietico.

A sinistra dirimente è la guerra

di Tommaso Di Francesco 
«Tu puoi anche non mostrare alcun interesse per la guerra, ma prima o poi la guerra si interesserà sicuramente a te»: non sappiamo a chi attribuire questa massima ma certamente ha una attualità sconcertante. Parliamo del silenzio assordante e sempre più affluente sulla condizione della crisi mondiale che attraverso la guerra mostra il suo vero volto, internazionale quanto domestico. Accade sotto i nostri occhi che, al di là degli annunci ondivaghi, teatrali quanto sprezzanti, alla fine la scelta del nuovo presidente di destra degli Stati uniti d’America Donald Trump sia quella di considerare l’Alleanza atlantica come baluardo «incrollabile».

Vita e morte nei luoghi di lavoro

di Carmine Tomeo
Il PD si spacca sulla data del congresso e delle elezioni; Sinistra Italiana si spacca sull’alleanza con il PD che si spacca sulla data del congresso e delle elezioni; la dirigenza del Prc a congresso ripropone un’aggregazione con quella sinistra che si spacca sull'alleanza col PD che si spacca sulla data del congresso e delle elezioni. Nel frattempo, mentre dal Pd alla sinistra ci si arrovella in questa sorta di “Fiera dell’est”, mentre si aprono tavoli di qua e si chiudono porte di là, mentre qualche esponente politico tenta di riposizionarsi in vista delle prossime elezioni politiche, i lavoratori continuano a subire ricatti nei luoghi di lavoro ed a vivere condizioni che superano il livello della decenza.

Il capitalismo reale

di Renato Caputo 
Dal “Rapporto sulla qualità dello sviluppo in Italia” del 2017, realizzato da Tecnè e dalla Fondazione Di Vittorio “emerge la fotografia di un Paese in cui la ricchezza tende sempre di più a concentrarsi”, ha osservato la segretaria del maggiore sindacato italiano. Ciò che colpisce è che le diseguaglianze, i bassi salari, la progressiva proletarizzazione del ceto medio – che generano scarsa fiducia, anzi paura nel futuro – vengono presentate e percepite come una “scoperta”, quasi si trattasse di una novità di quest’anno. Quasi si trattasse di un’eccezione e non di una regola, propria del modo di capitalistico di produzione e per altro già evidenziata ai suoi albori, dal suo primo apologeta, Adam Smith, che in un noto paradosso notava come la ricchezza delle nazioni, prodotta dalla rivoluzione industriale, si sviluppava in modo proporzionale all’aumento della miseria in una parte crescente della popolazione.

Al Rialto il M5S perde una stella

di Corrado Oddi
Giovedì mattina i vigili del Comune di Roma hanno sgomberato e sigillato il Rialto Occupato, sede storica di tante associazioni e movimenti, dal Forum italiano dei Movimenti per l’Acqua ad Attac, dal circolo Gianni Bosio a Transform e altre ancora. Associazioni e movimenti che sono stati e sono protagonisti e parte importante delle vicende sociali e politiche del Paese: per stare al Forum dell’Acqua, basta ricordare che in quelle stanze è nato, più di dieci anni fa, il movimento per l’acqua e li si è preparato e coordinato il grande lavoro che ha portato alla straordinaria vittoria referendaria del giugno 2011.

Il libro nero del capitalismo imperialista

di Paul Street 
I giornalisti americani “mainstream” che vogliono conservare i loro stipendi e il loro prestigio sanno che devono riferire gli avvenimenti in modo da non mettere in discussione il tabù della selvaggia e implacabile criminalità imperialista della nazione e del regime di disuguaglianza e oppressione che ne sta alla base. Questi argomenti sono considerati off-limits, in quanto travalicano gli angusti confini delle discussioni considerate educate ed accettabili. I commentatori e i giornalisti seri hanno il buonsenso – profondamente indottrinato – di evitare questi argomenti.

Verità e giustizia sul debito pubblico italiano

di Comitato per l’abolizione dei debiti illegittimi
Il mondo in cui viviamo è sempre più ingiusto. La forbice tra i pochi che possiedono tutto e la gran parte delle popolazioni che non hanno nulla, in questi ultimi trenta anni si è allargata a dismisura. Nel capitalismo basato sulla finanza, l’economia contemporanea si è trasformata da attività di produzione di beni e servizi in economia fondata sul debito. La liberalizzazione dei movimenti di capitale, la privatizzazione dei sistemi bancari e finanziari, i vincoli monetaristi che permeano l’azione dell’Unione Europea hanno progressivamente reso autonome le attività e gi interessi finanziari, che ora investono non più solo l’economia, ma l’intera società, la natura e la vita stessa delle persone.

La politica nelle pieghe del Trono di Spade

di Simone Pieranni
«Recuperare i racconti per tornare a parlare di chi comanda e di chi obbedisce», sostiene Juan Carlos Monedero, uno dei fondatori di Podemos, poi uscito dalla formazione «morada» a seguito di uno scontro interno con Inigo Errejon nel suo intervento in Vincere o morire. Lezioni politiche nel Trono di Spade (di Pablo Iglesias, Nutrimenti, traduzione di Amaranta Sbardella, € 18) in uscita nelle librerie italiane giovedì 16 febbraio. Monedero lancia questa sfida accompagnandola a un’accusa ben precisa: «Siamo ostaggio dei nostri carnefici. Bambini rubati, impauriti di misurarci con la verità, cioè con il fatto che i nostri genitori sono in realtà gli assassini di chi ci ha messo al mondo. È giunto il momento di inventare storie nuove».

Ladri di politica

di Alessandro Gilioli 
Non so se è solo mio o di pochi - o invece è diffuso - il senso di attonito straniamento rispetto allo spettacolo offerto in quest'ultima settimana da quelle parti politiche che erano nate (o almeno dicevano di essere nate) per rappresentare, in Italia, la parte più bassa e numerosa della piramide sociale: i ceti poveri, quelli impoveriti, quelli fragili, quelli sommersi dalla velocità e dalla voracità del capitalismo più recente. 

CETA: il Senato serva il popolo, non le multinazionali

di Stop Ttip Italia 
La recente ratifica del CETA al Parlamento europeo ha fatto emergere in tutta la sua drammaticità la spaccatura interna non solo tra gli eurodeputati, ma anche in seno alle nostre società sugli impatti negativi che l’accordo con il Canada potrà avere sui diritti economici, sociali e ambientali. È assolutamente necessario aprire un ampio dibattito nazionale con la società civile, evitando qualsiasi accelerazione del processo di approvazione che possa danneggiare un confronto trasparente e un dibattito democratico, grandi assenti durante la fase negoziale del CETA.

Le vicende storiche dell’Unione Sovietica e il loro impatto sull’America Latina

di Alessandra Ciattini
Nel 2012 la casa editrice Ocean Sur ha pubblicato un’interessante antologia intitolata La izquierda latinoamericana a 20 años del derrumbe de la Unión Soviética, la cui recensione reperibile in Cubadebate mi permette di riflettere in maniera concisa e rapida su tre temi distinti, ma tra loro intrecciati: l’impatto della Rivoluzione d’Ottobre sull’America Latina, le ripercussioni del derrumbe (crollo) dell’Unione Sovietica, i caratteri del marxismo latinoamericano. Tema quest’ultimo a cui la Storia del marxismo, progettata da Eric J. Hobsbawm, Georges Haupt, Franz Marek, Ernesto Ragionieri, Vittorio Strada, Corrado Vivanti (1981), dedica un articolo contenuto nel terzo volume scritto da José Aricó.

Domare Trump

di Jack Rasmus
Nelle settimane dopo le elezioni presidenziali USA dell’8 Novembre scorso, stanno cominciando a venire alla luce i fievoli contorni di come la presidenza Trump potrebbe svilupparsi. Trump continua ad arretrare da diversi fronti delle sue posizioni populiste di destra espresse durante la campagna elettorale mentre, allo stesso tempo, sta’ incrementando altre posizioni radicali che aveva esposto in precedenza durante la campagna. Come inquadrare queste divergenze politiche apparentemente in via di evoluzione?

Un poco tranquillo weekend di ordinaria follia

di Aldo Garzia 
Alla fine sarà stato un week end di ordinaria follia, per parafrasare il titolo di un famoso film, quello delle due sinistre – moderata e radicale – riunite a Roma e Rimini con l’Assemblea nazionale del Pd e il Congresso di Sinistra italiana? Lo schianto sul referendum ha riaperto i giochi all’interno del Pd e li ha complicati nel quadro politico. Ieri si è svolto addirittura un anticipo drammatizzante in casa piddina con l’assemblea convocata da Emiliano, Rossi e Speranza, candidati alla successione di Matteo Renzi qualora il partito rimanesse unito. Oggi tocca a quest’ultimo spiegare cosa vuole fare. Le sue parole saranno misurate dalle minoranze che vorrebbero addirittura che non si ricandidasse alla segreteria come condizione per non scindere il partito.

Geopolitica dell’Europa

di Pierluigi Fagan 
1. Europa è considerata espressione geografica ma con alcuni corollari. Il primo corollario è che anche solo “geograficamente”, Europa è un sistema impreciso, avendo tre confini certi ed uno – quello orientale – incerto, per lo meno per la piana tra fine degli Urali ed i tre bacini del Mar Nero, del Caspio e il lago d’Aral, che rimane aperta al centro Asia. Il secondo corollario è che la stretta vicinanza con Turchia, Medio Oriente e Nord Africa la rendono molto sensibile alle interrelazioni con ciò che lì succede. Europa non è un sistema isolato. I due corollari portano al terzo, ovvero la constatazione che per quanto attiene alla Russia si ha a che fare con un sistema che geograficamente (anche se non demograficamente) è più asiatico che europeo.

Tutto molto interessante

di Rocco Olita
Ci sono gli scissionisti, i pontieri, i mediatori, Orlando che vuole la conferenza programmatica, Barca che apprezza, i giovani turchi che si dividono, i vecchi ottomani che si riuniscono, Orfini che regge, Renzi che accelera, Delrio che frena, Franceschini che si tiene, le telefonate, i fuori onda, i capilista, eccetera, eccetera, eccetera. Insomma, «tutto molto interessante», per dirla con una hit dance del momento. E se il mio tono vi sembra eccessivamente canzonatorio, è perché la situazione, con le parole di Flaiano, «è grave ma non è seria». Grave, perché parliamo del partito che detiene il potere (povero potere detenuto), non seria, perché se lo fosse, alcune cose non succederebbero e altre sarebbero più chiare.

Europa: tosatura a due velocità

di Ascanio Bernardeschi 
Per renderci conto che ci si avvicina all'implosione delle istituzioni europee e della moneta unica, basta mettere in fila una serie di fatti.
1. Le regole che governano l'euro stanno provocando una crescente divaricazione fra le condizioni economiche delle diverse nazioni. Mentre i paesi forti, la Germania in primis, stanno registrando forti avanzi delle bilance commerciali con l'estero, cioè esportano più di quanto importano, e le loro esportazioni contribuiscono ad assicurare uno sbocco alla capacità produttiva, i paesi periferici, impossibilitati a compensare con il ricorso alla svalutazione monetaria la loro inferiore competitività, registrano forti disavanzi commerciali e pertanto soffrono molto di più l'impatto della crisi economica mondiale.

Il Partenone è il simbolo della democrazia. Intervista a Lidia Koniordou

Intervista a Lidia Koniordou di Teodoro A. Synghellakis e Fabio Veronica Forcella
Ministra della cultura e attrice teatrale tra le più note, Lidia Koniordou, è convinta che la rinascita della Grecia, parta proprio dalla cultura. In questa intervista a il manifesto, difende con forza la decisione di non concedere l’Acropoli per la sfilata di Gucci e chiede «la restituzione dei fregi del Partenone dal British Museum» ricordando anche la forza universale del messaggio di Kounellis, da poco scomparso.

Consip, Morgan Stanley & C.: l’Italia affonda tra affari e favori

di Fabio Marcelli
L’Italia è, a modo suo, un Paese di primati. E non mi riferisco solo alla disoccupazione giovanile o al debito pubblico, alimentato dalle scelte irresponsabili di una burocrazia ministeriale guidata all’epoca dal ministro Siniscalco poi passato a dirigere la Morgan Stanley che, grazie a tali scelte, ha guadagnato molti miliardi di euro. Chi paga? Abbiamo anche l’appalto pubblico più grande d’Europa, quello della Consip, una fosca faccenda nella quale sono coinvolti Renzi e la sua cricca, a cominciare dal padre. E la speculazione immobiliare del secolo, quella di Tor di Valle, come l’ha definita la deputata cinquestelle Roberta Lombardi, “che una società statunitense vuole portare avanti ad ogni costo in deroga al nostro Piano regolatore, nell’esclusivo interesse di fare profitto alle nostre spalle”.

Se la risposta al populismo è l’autoritarismo

di Franz Foti 
Siamo all’ennesimo, grottesco capitolo della querelle sulle fake news, o bufale che dir si voglia, e il loro supposto ruolo nel processo democratico. Dopo averne sentite di tutti i colori, dal Governo e non solo, da chi chiede pene severissime per i supposti bufalari e le piattaforme che li ospitano, a chi propone di istituire un’autorità che stabilisca ciò che è vero e ciò che non lo è, ad accorate lettere e richiami a Mark Zuckerberg, siamo arrivati a una proposta di legge. Si tratta del DDL “Disposizioni per prevenire la manipolazione dell’informazione online, garantire la trasparenza sul web e incentivare l’alfabetizzazione mediatica”.

sabato 18 febbraio 2017

Un governo “furbetto”

di Sergio Farris 
Noto che da molti commenti sui giornali sprizza una certa misura di soddisfazione riguardo all'approvazione, da parte del Consiglio dei Ministri, di un Decreto facente parte della “riforma” Madia della Pubblica Amministrazione, quello sui cosiddetti “furbetti” del cartellino. Un provvedimento che, in tempi di populismo dispiegato longitudinalmente fra le forze politiche, nella concezione dei suoi autori dovrebbe assumere l'apparenza di una svolta a lungo attesa dal paese.

Non si può costruire “un campo” con il non-partito di Renzi

di Michele Prospero 
Più di ogni analisi politologica, ciò che in effetti è oggi diventato il Pd lo svelano le immagini che hanno inaugurato la direzione. In onda, come solenne momento di apertura dei lavori, vanno le note di una canzonetta di Sanremo e l’inno di Mameli. E’ anche da questi particolari che si vede l’inconsistenza di un soggetto politico. Un non-partito, a bassa intensità ideale e privo di ogni connessione sentimentale con un progetto di società, può permettere ai dirigenti di cimentarsi su queste incolori esibizioni canore. Che antiche questioni di identità siano irrisolte lo conferma anche la scelta di Renzi di lasciare trapelare, per le prossime elezioni francesi, la sua simpatia per il candidato moderato Macron, benedetto dalla finanza.

Disoccupati zero? È l'Italia che sogno. Intervista a Marco Rondina, studente

Intervista a Marco Rondina di Maurizio Crosetti 
Lui è il ragazzo con la cravatta rossa. Quello che all'inaugurazione dell'anno accademico del Politecnico ha detto che la disoccupazione è a zero, l'università è gratis, il numero chiuso non esiste più e il welfare una meraviglia. Scherzava, provocava. Forse sognava. Si chiama Marco Rondina, ha 22 anni, è pesarese. Segnatevi il nome: un giorno forse lo troverete su una scheda elettorale.

La perdita di habitat come spinta alla migrazione

di Saskia Sassen
L’articolo analizza tre flussi emergenti di migrazioni, ciascuno con caratteristiche specifiche che possono definirsi estreme. Lo sforzo che ho compiuto nell’organizzare il mio lavoro è stato quello di capire quali condizioni presenti nei luoghi di origine spingono le persone a rischiare la vita per intraprendere viaggi pericolosi allo scopo di fuggire da tali luoghi. Ormai si sa che questi migranti non sono i più poveri dei poveri nei loro luoghi di origine. Il rapido aumento di quei flussi, insieme alle condizioni che queste persone lasciano dietro di sé, sollecita una domanda che è a fondamento della mia indagine: le categorie che noi utilizziamo per capire e descrivere le migrazioni – basate sull’idea che si tratti di persone che vanno in cerca di una vita migliore, che lasciano una famiglia e una casa con l’intenzione di inviare degli aiuti da lontano in vista di un possibile ritorno – sono sufficienti a individuare la specificità di questi flussi migratori emergenti?

La portata costituente della decisione referendaria del 4 dicembre 2016

di Vincenzo Baldini
Il referendum costituzionale del 4 dicembre scorso, oltre a sancire il rigetto della legge di riforma costituzionale, si carica di una valenza reale costituente che va ben oltre la forza giuridico-formale ad esso riconosciuta dalla norma costituzionale. In questa prospettiva, esso appare come una delle forme implicite attraverso cui oggi il potere costituente è in grado di manifestarsi nell’ordinamento giuridico statale democratico. Al Capo dello Stato, tutore dell’unità nazionale ed interprete autentico della volontà popolare, spetta il compito di preservare e tutelare il nucleo essenziale della decisione referendaria.

Per una società ecologica. Gli stimoli di Murray Bookchin, un pensatore sottovalutato

di Salvo Vaccaro
La recente riscoperta curda del municipalismo libertario ha rianimato il dibattito sul valore teorico e pratico dell'ultima proposta bookchiniana per dare concretezza e progettualità all'anarchismo. Una riflessione al contempo stimolante e contraddittoria. Con la quale, comunque, è necessario fare i conti. Murray Bookchin è stato un intellettuale-militante del XX secolo, attraversando numerosi conflitti sociali e politici, mutando sensibilità ideologiche, maturando una posizione teorica di notevole segno libertario, inaugurando un filone di ricerca ambientale e urbanistica di grande spessore. E tuttavia la recente riscoperta di Bookchin in Europa la si deve a qualche paradosso curioso cui la storia spesso ci abitua.

Ceta, il lobbismo dei governi

di Matteo Bortolon
Nonostante gli sforzi di attivisti e oppositori, il 15 febbraio il Parlamento europeo ha votato a favore del Ceta. L’accordo di libero mercato fra Unione europea e Canada entrarà in vigore, sia pur in forma azzoppata. La storia di tali trattati targati free market non presenta troppi equivoci. Si tratta di una trafila impressionante di negoziazioni in sedi riservate, lobbismo, privatizzazioni, deregolamentazioni, disastri ambientali, in barba alle istituzioni legittimate democraticamente. Governi che decidono alle spalle dei rispettivi Parlamenti salvo esigere l’allinearsi al testo raggiunto, da prendere a scatola chiusa. Senza poterlo modificare, emendare.

La volontà politica prende di petto la Storia

di Fabio Frosini
L’agile raccolta di testi gramsciani degli anni 1917- 1918 curata da Guido Liguori (Antonio Gramsci, Come alla volontà piace. Scritti sulla Rivoluzione russa, Roma, Castelvecchi, pp. 144, euro 16,50) giunge per varie ragioni benvenuta. Nell’anno da poco iniziato, caratterizzato dalla doppia ricorrenza dell’ottantesimo della morte di Gramsci e del centenario della rivoluzione, essa ci permette infatti di rivisitare i primissimi momenti di un incontro che segnò in modo definitivo la personalità di un sardo sbarcato a Torino qualche anno prima per studiare filologia moderna, e diventato invece un rivoluzionario.

Seminare il futuro, seminare la libertà. Un seme per volta

di Vandana Shiva 
L’umanità si trova di fronte a un bivio della sua evoluzione. Possiamo scegliere la via dell’”Unità” (“Oneness”), consapevoli del nostro essere parte di Un Pianeta, di Una Umanità, e vivere celebrando le nostre molte diversità, interconnesse attraverso legami di compassione, interdipendenza, solidarietà. Oppure possiamo, per un breve periodo, vivere sotto il dominio dell’1% degli umani, timorosi dei cambiamenti, attaccati ad illusioni di sicurezza, mentre la nostra sicurezza ecologica, quella reale, è minacciata, e la nostra sicurezza sociale, quella vera – che si manifesta nelle relazioni sociali – è incrinata e spezzata da politiche di divisione, di odio, di paura.

La storia delle grandi crisi insegna ma non ha scolari

di Gianfranco Sabattini
L’uomo tende a non conservare il passato nella sua memoria; ciò non gli consente di interpretare il presente sulla base di una maggior ricchezza di informazioni. Anzi, è sulla base della conoscenza di quest’ultimo che, a volte, si presume di poter interpretare il passato, condannandosi in tal modo a rivivere di continuo, come se non ne fossero mai state sperimentate le conseguenze, gli errori precedentemente commessi. Questa amara e cruda realtà emerge dalla lettura dell’articolo “Tra XX e XXI secolo. La contemporaneità e le grandi crisi” di Francesco Soverina, apparso sul n. di ottobre-dicembre 2015 del periodico “Meridione. Sud e Nord del mondo”.

Sinistra. Tra Podemos e l’Italia c’è di mezzo la fraternidad

di Tiziana Barillà 
Fraternidad. Che significa abbandonare le strategie ipocrite dei partiti tradizionali, le alleanze al ribasso, e optare per rapporti umani veri e sinceri. Fraternità è l’ossessione dei podemisti. E dev’essere stato questo a ossigenare l’aria che abbiamo respirato al Palacio de Vistalegre, a Madrid, lo scorso weekend. Nonostante fosse un congresso di partito – un’assemblea, per la precisione, con diecimila partecipanti e senza delegati. Un’assemblea senza fischi, senza tensioni e senza mugugni quando a prendere la parola era l’esponente di un documento politico diverso dal proprio, di un’idea, di una posizione, di una provenienza diversa dalla propria.

Rivolta o rivoluzione? Da Camus a Holloway

di Cristina Cecchi
Primavere arabe, Occupy ovunque, banlieu in fiamme e vittoriosi referendum antiausterity: non passa anno senza che gli ottimisti salutino La rivoluzione è vicina, il Capitale è spacciato. Anno dopo anno, i non immemori sanno: Neppure questo è il tempo della rivoluzione. Il mondo critico si divide in: - chi ancora spera e si adopera per trasformare la speranza in realtà; - chi caparbiamente lotta per mantenere integra almeno la propria dignità (I disperati votano Trump e i furbi lavorano in una banca d’affari, ma qui non interessano.) Nessuna delle due posture è nuova. Ed è bene così, perché l’esperienza consente di evitare l’eterno ritorno dell’errore.

La soft law comunitaria e il diritto statale: conflitto fra ordinamenti o fine del conflitto democratico?

di Alessandra Algostino 
La locuzione soft law si riferisce ad un insieme di atti eterogenei che, nella duttilità e flessibilità di forme e legittimazione, presentano un tratto comune: esercitano effetti giuridici rilevanti pur senza possedere efficacia giuridica vincolante. Il ricorso ad atti di soft law è particolarmente diffuso nell’ordinamento dell’Unione europea: qual è l’impatto degli strumenti di soft law comunitaria sul diritto statale? La soft law comunitaria incrementa il coinvolgimento degli Stati, con l’effetto collaterale di bilanciare il deficit democratico, o permette di eludere le procedure formali e ignorare la necessaria presenza di una legittimazione democratica, riducendo il tasso di democrazia?

L’invisibilità delle donne

di Chiara Saraceno 
Quando le mie figlie avevano cinque anni mi chiesero di aiutarle a scrivere una lettera alla Rai perché si erano accorte che «al telegiornale parlano solo uomini e nei cartoni le donne o sono cattive o devono essere salvate da un uomo». A quasi quarant’anni di distanza le cose non sembrano cambiate di molto, nonostante oggi ci siano molte più giornaliste, anche nei telegiornali. L’ultimo esempio viene dall’iniziativa di un grande giornale nazionale. Per festeggiare i propri 150 anni «La Stampa» ha chiesto a 51 «personalità di rilievo internazionale» di scrivere come vedono il futuro.

Sorpresa, il Portogallo insegna che non si vive di solo populismo

di Goffredo Adinolfi 
Il Portogallo stupisce tutti. Il governo della Geringonça (traducibile con raffazzonato, fatto male) come spregiativamente è stato definito dal centro-destra, riceve oggi numerosi elogi da varie, e insospette, testate giornalistiche come, ad esempio, il Washington Post. L’esecutivo guidato da António Costa, come è più o meno noto, è un monocolore formato dal Partido Socialista, che può contare sull’appoggio parlamentare del Ps, come è ovvio, del Partido Comunista Português e del Bloco de Esquerda.

La Fiom mette sotto inchiesta FCA. Intervista a Michele De Palma

Intervista a Michele De Palma di Tommaso Cerusici 
Nel 2017 prende avvio la ricerca su Fca e Cnh promossa dalla Fiom nazionale insieme alla Fondazione Claudio Sabattini, con la collaborazione della Cgil nazionale e della Fondazione Di Vittorio. Su ragioni e obiettivi di questa ricerca, alla situazione attuale nel gruppo Fca e Cnh abbiamo intervistato Michele De Palma, Responsabile settore automotive della Fiom nazionale.

Classi. La diseguaglianza nella scuola

di Vincenzo Sorella
Lo scorso 14 gennaio, quasi allo spirare dei diciotto mesi previsti dalla legge 107/15, sono state approvate in prima lettura dal Consiglio dei Ministri otto delle nove deleghe previste dai commi 180 e 181. La recente messa a punto del governo è l'occasione per discutere due importanti libri usciti nell’ultimo periodo che, da angolature differenti ma complementari, pongono con forza il tema disuguaglianza all’interno dei sistemi educativi.

Germania, torna la lotta di classe a bordo della locomotiva d'Europa

di Lorenzo Monfregola 
Quello che era l’iper-regolato mondo del lavoro tedesco è sempre più diviso tra residui di vecchie garanzie e zone che sfuggono alla strategia sindacale. Dagli scioperi con potere contrattuale, come nei trasporti e nell’educazione, a quelli di cui non si accorge quasi nessuno, come nel caso dei lavoratori del colosso digitale Amazon. Intanto, Martin Schulz, sfidante di Angela Merkel nelle elezioni del 2017, guadagna punti parlando di diritti e giustizia sociale. La disoccupazione in Germania è scesa sotto il 6%, ma questo non significa che il modello tedesco sia solido: tra working poor, nuovi squilibri internazionali e pericolo di etnicizzazione del conflitto sociale.

Conoscere la povertà per combatterla: un excursus storico

di Francesca Rigotti
Che cos’è la povertà? Bisogno, mancanza, privazione, lo sappiamo tutti. Che cosa precisamente sia la povertà, quali le cause e le forme in cui si manifesta, come sia possibile, se è possibile, debellarla, sono questioni ben più complesse; ad esse cerca di rispondere in maniera concisa e precisa la ricerca condotta ed esposta in questo testo dal giovane politologo tedesco Philipp Lepenies (Armut. Ursachen, Formen, Auswege, München, C.H. Beck 2017). Nella sua analisi sulla povertà Lepenies parte dal principio che per capire i fenomeni è bene conoscerne la storia: evocare eventi e idee del passato getta infatti luce sulle attuali posizioni, in questo caso sulla realtà della povertà e sul dibattito che la circonda.

L'Italia è bell'e disperata. Ma Renzi vuole fare un altro giro

di Sandra Bonsanti
La strada imboccata dal Partito Democratico nella direzione di lunedì è la strada di chi rifiuta di prendere atto di cosa è successo il 4 dicembre 2017. Dunque pensa che sia possibile, anzi assolutamente opportuno, riprendere il cammino proprio da lì, con l’obiettivo di muovere verso un fine analogo se non identico, a quello previsto dalla riforma abbattuta dal grande No: la strada sarà leggermente più contorta, ma prima o poi, meglio naturalmente prima, è possibile farcela. L’obiettivo è ancora la conquista di un potere del quale mai nessun politico e nessun partito hanno goduto nell’Italia repubblicana.

Disuguaglianze

di Susanna Cressati
Nel corso delle presentazioni pubbliche del libro che Simone Siliani ed io abbiamo scritto (Enrico Berlinguer. Vita trascorsa, vita vivente, Maschietto Editore, Firenze 2016) non manca mai chi sottolinea la distanza che separa, sotto molti profili, il mondo in cui il leader comunista operava e gli attuali scenari dell’umanità. Considerazione ovvia e condivisibile. Stavolta però vorrei sottolineare qualcosa che, nonostante i decenni trascorsi, accomuna i due universi: le diseguaglianze che segnano il mondo.

Trump e le parole dimenticate dalla sinistra

di Antonio Lettieri
1. Forse il 2016 sarà ricordato come l'anno in cui ha trionfato ilpopulismo su entrambe le sponde dell'Atlantico, negli Stati Uniti, con l'elezione di Donald Trump e in Gran Bretagna con la Brexit. E il 2017 potrebbe essere l'anno in cui, varcando la Manica, il populismoapproderà sulle coste del continente, approfittando dei prossimiappuntamenti elettorali nei Paesi Bassi, in Francia, Germania e, probabilmente, in Italia. Il populismo è sempre più utilizzato come una chiave universale per interpretare la crisi delle democrazie occidentali. Non a caso, la vittoria di Donald Trump in America e la Brexit sono spiegate come una deriva populista dei rispettivi regimi democratici.

Otto lezioni, anzi nove, dalla crisi greca

di Maurizio Sgroi 
Riavvolgendo il nastro della cronaca, d’improvviso il Fmi ci riporta all’estate del 2015, quando i prestiti in scadenza che la Grecia avrebbe dovuto in qualche modo onorare a pena di default, infiammarono di chiacchiere e manifestazioni le nostre giornate di allora. Quell’estate finì con il fondo Esm che accordava un finanziamento da 86 miliardi alla Grecia (l’89% del Pil) in cambio del quale il governo avrebbe dovuto fare alcune cose. Quasi due anni dopo, rieccoci, in un anno funestato da elezioni di sostanza come quelle francesi e quelle tedesche, e di nuovo prestiti greci in scadenza, che proprio come due anni fa, matureranno d’estate come ciliegie tardive, ma assai meno dolci.

Oltre l’idea di un riformismo costituzionale tellurico (destinato a tornare sempre con forme e modalità imprevedibili)

di Adriana Apostoli 
All’indomani del voto referendario che ha bocciato il progetto governativo di revisione della seconda parte della Costituzione, il saggio affronta la questione relativa alla qualità della nostra democrazia costituzionale cercando di definire i presupposti sulla base dei quali sia possibile recuperare, nella loro effettività, i principi costituzionali vigenti.