La crisi è quel momento in cui il vecchio muore e il nuovo stenta a nascere. Antonio Gramsci

lunedì 16 gennaio 2017

C17, comincia a Roma la celebrazione del 1917

5 giorni di conferenze e workshop con più di trenta grandi intellettuali di rilievo internazionale, tra cui Eagleton, Rancière, Sassen, Traverso, Zizek) e centinaia di militanti. Correlata all’evento una mostra d’arte organizzata alla Galleria Nazionale «Oggi il comunismo non ha alternative»: è da questa constatazione, che ribalta il motto tatcheriano del «there is no alternative», che nasce l’iniziativa di un gruppo di ricercatori, militanti e operatori culturali di organizzare, a Roma, un convegno sull’attualità del comunismo, nel primo mese del centenario della Rivoluzione d’ottobre.

Democrazia, se il popolo non conta più nulla

di Angelo Cannatà
Quanto conta il popolo nella nostra democrazia? Molto sul piano teorico (“La sovranità appartiene al popolo”, non si poteva dir meglio); sul piano pratico, invece, nella politica e nei giochi di Palazzo, nulla, il popolo non conta nulla. Questa orribile dicotomia mostra – più di ogni cosa – la crisi in cui viviamo. Il popolo non conta nulla 1. Perché diritti, bisogni, proteste – e i Movimenti che li rappresentano – sono tacciati di populismo e ghettizzati nell’irrilevanza: nell’universo politico delle oligarchie che affossano il Paese non c’è posto per il demos.

Un'alternativa all'alternanza scuola-lavoro

di Matteo Vescovi 
Lo aveva annunciato nell’ultimo consiglio di classe la collega che si occupa dell’alternanza scuola-lavoro, che nel caso in cui si fossero fatte vive importanti aziende del territorio, avrebbe prontamente modificato l’ancora incerta pianificazione delle 400 ore di attività prevista dalla legge per i Tecnici e i Professionali e avrebbe fatto in modo di “non farsi sfuggire questa grande occasione.” Così, quando senza alcun preavviso ho ritrovato la mia classe radunata insieme alle altre terze dell’Istituto perché le fosse presentata la possibilità di svolgere un tirocinio di 80 ore in una delle più importanti aziende di packaging della nostra provincia, ho capito che l’occasione era arrivata.

domenica 15 gennaio 2017

Una grande politica della transizione aperta all'imprevisto. Intervista a Étienne Balibar

Intervista a Étienne Balibar di Chiara Giorgi 
Étienne Balibar interverrà alla conferenza di Roma sul comunismo, il giorno 21 gennaio (ore 16, Esc Atelier Autogestito) su «Poteri comunisti». Essendo tra i filosofi marxisti più noti e autorevoli del dibattito europeo contemporaneo relativo ai temi della cittadinanza e della democrazia, abbiamo deciso di intervistarlo al fine di anticipare alcune delle questioni più salienti che verranno affrontate durante la conferenza romana.

Abrogare i voucher è una questione di democrazia e civiltà

di Marta Fana
Il verdetto della corte costituzionale sui referendum sociali promossi dalla Cgil ha giudicato ammissibili i quesiti riguardanti l’abrogazione dell’istituto dei voucher e l’introduzione della clausola di responsabilità negli appalti per le imprese. Ha invece bocciato il quesito sul ripristino dell’articolo 18. Tra i due quesiti ammessi, quello che ha più fatto discutere è sicuramente il primo: i voucher. L’accanimento contro l’ipotesi di abolizione dei voucher è stato clamoroso. Tuttavia, a un profluvio di interviste a sostegno dei buoni lavoro, agli scoop sull’utilizzo da parte della Cgil, fa da contraltare un mondo del lavoro sempre più povero e precario, delegittimato della sua funzione sociale e da questo bisogna ripartire quando si discute di voucher.

Dopo la protesta manca la proposta

di Umberto Romagnoli 
Anche se nel 2006 si proponeva di diventarlo in una forma istituzionalmente compiuta, il berlusconismo non era un regime. E’ rimasto un modello culturale. Una concezione generale del mondo che ha sedotto l’opinione pubblica, condizionando gli stili di vita individuale e collettiva. Su di essa le parentesi prodiane, montiane e lettiane sono state ininfluenti. Il referendum del 4 dicembre invece ha inferto un colpo di scure e segna una profonda discontinuità. Per questo, ha un’importanza storica. Annuncia una svolta e le sue implicazioni sono paragonabili a quelle del referendum istituzionale del 1946, che punì la monarchia per la complicità prestata all’avvento del fascismo e la vile ignavia con cui assistette alla sua fine. 

Mps: privati in default, pagano i cittadini

di Marco Bersani 
Sono 47 i miliardi di prestiti «tossici» che hanno affossato il Monte dei Paschi di Siena. Pensionati? Lavoratori col mutuo prima casa? Giovani imprenditori innovativi? Sfogliando l’album dei grandi debitori, nessuna di queste categorie, che di risorse avrebbero bisogno come del pane, compare. Si scopre invece come a causare il dissesto di Mps sia stato il fior fiore dei poteri forti e relative consorterie, con ovvia trasversalità politica: imprenditori, costruttori, centrali delle cooperative, società partecipate toscane.

Il TTIP e i pirati del mercato globale. Intervista a Monica Di Sisto

Intervista a Monica Di Sisto di Alberto Zoratti 
Monica Di Sisto, vicepresidente di Fairwatch, è la portavoce in Italia della Campagna Stop TTIP: una iniziativa nata dal basso e dai territori che sta riuscendo a inceppare la potentissima macchina delle lobby e delle multinazionali che vorrebbero rimuovere ogni limite e controllo al mercato e al commercio internazionale. Per Di Sisto, la macchina della globalizzazione, governata dalla grande finanza responsabile della crisi in corso, è ormai strutturalmente inceppata e dedita unicamente alla speculazione e a «raschiare il fondo del barile» attraverso una deregolamentazione che si traduce in vulnerazione profonda dei diritti sociali, ambientali e umani dei cittadini e dei popoli.

Riformismo, progressismo i feticci del bene politico

di Paolo Favilli
Da tempo ormai, in gran parte dei politici di sinistra, è venuta consolidandosi una paradossale forma di automatismo nei modi di pensare la complessità della dimensione politica. Quanto meno essi si misurano con l’analisi delle condizioni materiali tanto più esercitano la fantasia nelle formule verbali. E maggiormente nelle formule verbali adatte a mantenere la necessaria agilità di esercizio nel contesto del gioco politico. Costoro si sono specializzati nell’uso di parole e/o locuzioni «suggestive», cioè, come recita il «Grande Dizionario della Lingua Italiana» (Utet)», tali da suscitare «uno stato di coinvolgimento emotivo, sentimentale, fantastico (…) che rappresenta evocativamente, pateticamente» piuttosto che analiticamente.

La sinistra riparta da lavoro e scuola. Intervista a Giuseppe Civati

Intervista a Giuseppe Civati di Giacomo Russo Spena
“Vorrei ripartire da quelle che Sanders definisce le real issues, le questioni reali, concrete. Il lavoro e il reddito, prima di tutto. Per rispondere a nuove e vecchie povertà, per ridare dignità alle classi medie schiacciate dalle politiche degli ultimi anni. La scuola, rivendicando il reale diritto allo studio per tutti, perché la cultura è l’unica arma per liberare le persone”. Pippo Civati, leader di Possibile, ha un progetto in testa. Il manifesto politico è già pronto. Per costruire un'alternativa credibile – con la partecipazione attiva di comitati e società civile – e per rompere la dicotomia Pd/M5S: “La sinistra politica deve riconoscere la propria parzialità e organizzare quella mobilitazione e quella progettualità senza risolverla in se stessa.

Il disarmo culturale della politica (e della sinistra)

di Salvatore Biasco
Il disarmo intellettuale
Quando un partito (o uno schieramento politico) è un “mondo” culturale percorso da elaborazione profonda e storia, la fusione e amalgamazione delle generazioni e dei ceti che in esso si riconoscono è fluida e facilitata. Per lo meno ne è condizione necessaria, visto che della frattura generazionale che si è verificata all’interno della sinistra il crollo intellettuale è certo una delle cause. Una frattura, che ha determinato una perdita in entrambe le direzioni depauperando i canali per la memoria storica, la trasmissione e l’acquisizione di problematiche, le categorie analitiche e la verifica della loro idoneità a interpretare le trasformazioni, nonché la condivisione reciproca di soggettività e di quanto domandato e offerto alla politica.

La recente giurisprudenza in materia di lavoro e i salari

di Sergio Farris
Due pronunciamenti giurisprudenziali, emessi in successione a distanza di breve tempo dalla Corte di Cassazione (sentenza n. 25201 del sette dicembre 2016) e dalla Corte Costituzionale (dichiarazione di inammissibilità del referendum sull'art. 18 dell'undici gennaio 2017) indicano la definitiva affermazione nel paese di una temperie ideologico-culturale basata sulla prevalenza della competitività d'impresa sul diritto posto a tutela del lavoro. Si pretende che la disciplina in azienda perseguita a mezzo 'minaccia di licenziamento', adeguatamente liberalizzato, assurga al rango di elemento chiave (vedremo come) per il successo economico del sistema-paese.

Una nuova cultura politica?

di Giacomo Bottos 
Una vecchia maledizione cinese, ormai famosa, recita “Che tu possa vivere in tempi interessanti”. È una condizione che ormai conosciamo bene e che non accenna a terminare. È appena il caso di ricordare alcuni avvenimenti recenti – come la Brexit e l’elezione di Donald Trump alla Casa Bianca – che rendono questo passaggio storico significativo. Non si tratta evidentemente di fatti che emergono dal nulla, essendo il risultato di lunghi processi di gestazione. Certo, in fasi come queste, dove gramscianamente “il vecchio non muore e il nuovo non vuole nascere”, il ruolo dell’accidentalità assume un grande peso. Il colpo di pistola all’arciduca può essere, in questo frangente, la volontà di una cancelliera di procrastinare salvataggi decisivi per via di scadenze elettorali imminenti, la decisione di un leader di indire un referendum su temi cruciali per ragioni di consenso interno, oppure la frase pronunciata da un banchiere centrale.

La nuova cultura dei beni comuni contro i predatori di Roma

di Paolo Berdini 
Nel 1903 un grande ministro, Luigi Luzzatti, portò in apporvazione del Parlamento la legge che apriva la nobile stagione delle case popolari. Luzzatti era un esponente della destra storica, era un economista ed aveva fondato banche. Sapeva dunque di economia. Eppure nelle relazioni al Parlamento parla con durezza contro la speculazione fondiaria che impedisce alle persone senza ricchezza di vivere dignitosamente. In quel periodo, anche grazie alla spinta sociale dei municipi guidati dai primi sindaci socialisti, esisteva la convinzione che le città vanno guidate sostenendo la parte debole della società.

I soggetti sociali del cambiamento

di Giacinto Militello 
È molto importante il messaggio dominante in questo incontro: considerare questi “tempi interessanti” non solo di sconfitta; cercando per la sinistra una nuova cultura politica che la faccia uscire dall’afasia e la renda capace d’intervenire, e se possibile condizionare, i grandi cambiamenti in corso. È molto importante questo messaggio perché contiene una presa di distanza netta dal “politicismo” in cui ci siamo spenti e perduti. Il politicismo, specie nelle sue fasi finali, diventa l’artificio per sentirsi vivi mentre si è da tempo in coma profondo. Invece di pensare a come si possono lottare la povertà e le disuguaglianze crescenti, ci siamo fatti intrappolare nel SI e NO del recente referendum costituzionale.

Multiutility a nord, multinazionali a sud: assedio all’acqua pubblica

di Checchino Antonini 
Multiutilty a Nord, multinazionali a Sud, shopping in borsa e attacco alle fonti: l’assedio all’acqua pubblica si fa più aspro nonostante con buona pace del referendum del 2011. «La mappa delle privatizzazioni va letta dentro i processi di finanziarizzazione – avverte Corrado Oddi, del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua – negli ultimi cinque anni sono stati distribuiti più dividendi che utili: è l’economia del debito, che finisce in tariffa in nome degli investimenti ma, soprattutto, della rendita. E il comando alle multiutility comporta la deterritorializzazione, i comuni non contano più nulla». La questione dell’acqua è sempre più una questione di democrazia.

Neoliberalismo autoritario

di Alessandro De Giorgi
Dopo quarant’anni di espansione carceraria incontrastata, il ciclo di riforme penali avviato a metà degli anni 2000 con lo slogan bipartisan di una politica penale “smart” e “basata sull’evidenza” ha prodotto una modesta riduzione della popolazione carceraria statunitense. Sebbene abbiano riguardato quasi esclusivamente quelle componenti della popolazione criminalizzata identificate come nonviolente (e spesso al costo di aggravare le pene per altre categorie di potenziali detenuti), queste riforme attestano il riconoscimento da parte della classe politica statunitense della natura problematica dell’incarcerazione di massa—se non altro rispetto alla sua compatibilità con i precetti neoliberali dell’austerity e della riduzione del deficit.

Delle multinazionali, dalle multinazionali, per le multinazionali. Questa è l'Europa reale

di Marc Botenga
Come diamine dovremmo festeggiare il 25° anniversario del Trattato di Maastricht? Se guardiano oggi l’Unione Europea o l’eurozona… che cosa c’è precisamente da festeggiare? Perfino il presidente della Commissione, Jean-Claude Juncker, ha parlato, durante il suo discorso allo Stato dell’Unione, di una “crisi esistenziale.” Non sono spesso d’accordo con lui, ma in questa circostanza ha decisamente ragione. Quindi c’è una crisi. Non potrebbe essere altrimenti, dato che alcuni di noi lo dicevano già 25 anni fa. Infatti, malgrado tutte le promesse di un’Europa sociale, la discussioni qui a Maastricht, 25 anni fa, non aveva nulla a che fare con la collaborazione europea intesa a migliorare le cose per me e per voi.

Informatica o pensiero computazionale? Il futuro della scuola italiana

di Giovanni Salmeri
Basandosi praticamente solo sulle idee purtroppo largamente sbagliate di un articolo di tre pagine di dieci anni fa, il Piano nazionale scuola digitale pretende di dare un nuovo indirizzo alla scuola italiana, ignorando di fatto una disciplina seria, matura, bella come l’informatica, per sostituirla con un non-so-ché. Se nel documento il termine «informatica» latita, «pensiero computazionale» viene invece usato in maniera torrenziale (quindici volte, sempre in posizioni strategiche). Di che si tratta? L’espressione venne coniata nel marzo del 2006 dall’informatica Jeannette Wing, per indicare le attitudini mentali che sono tipiche nell’informatica, ma che possono e debbono essere vantaggiosamente estese a qualsiasi campo del sapere.

Uno sguardo da Sud: crisi, disuguaglianze, cultura politica

di Peppe Provenzano 
1. Questi “tempi interessanti” sono stati una maledizione, ma anche una benedizione. Non a tutte le generazioni tocca in sorte di vivere, in piena coscienza, stagioni così, di “grande trasformazione”. Sono accaduti fatti, con una straordinaria frequenza, anche solo nell’ultimo lustro, che hanno cambiato le coordinate delle cose, che hanno messo in discussione convincimenti profondi, maturati nello studio e nelle esperienze di vita. Ognuno ha un suo calendario, le sue tappe. Per me sono state Lampedusa, Termini Imerese, Pomigliano d’Arco, il Mediterraneo delle rivoluzioni e poi del terrore, Atene.

Polarizzazione democratica, la via per la rinascita

di Laura Pennacchi
In una recente intervista riportata da Social Europe, Jurgen Habermas, il più importante filosofo politico europeo dei nostri tempi – le dernière philosophe secondo l’icastica definizione della rivista cattolica Èsprit –, nel commentare la «mobilitazione del risentimento» operata dai dilaganti populismi e la capacità di un seduttivo «populismo di destra» di «rubare» temi propri della sinistra, denunzia la mancanza di «ogni tempra politica» nella sinistra stessa, desertificata dalla sua interminabile soggezione alla Terza Via di Blair e di Schroder, e indica nella riscoperta di un autentico discrimine destra/sinistra e in una «polarizzazione democratica» la via per la rinascita.

Varoufakis e la politica di Diem25

di Giorgio Mauri
Mi ritrovo a Roma, nella medioevale Cappella Orsini, un immobile storico, un tempo sede della Venerabile Compagnia dei Cuochi e Pasticceri, fondata nel 1513. Ci sono moltissimi giovani, attendono l’arrivo di Varoufakis per l’incontro ufficiale di DiEM25, organizzato per preparare la manifestazione del prossimo 25 marzo in occasione della Celebrazioni per il 60° anniversario dei Trattati di Roma e per continuare la paziente opera di costruzione di un Movimento Democratico paneuropeo con cui prendere per mano una UE frastornata e strattonata dalla tecnocrazia che sta fallendo tutti gli appuntamenti con i popoli.

Linke, un programma di sinistra popolare

di Jacopo Rosatelli 
Tassare pesantemente i più ricchi, alleggerire gli altri: questo il messaggio centrale con cui la Linke vuole presentarsi alle elezioni politiche tedesche previste a settembre. Il gruppo dirigente del partito lo ha annunciato ieri, presentando le linee fondamentali del programma con il quale la forza più a sinistra di Germania cercherà di migliorare l’8,6% raccolto nel 2013. Per i redditi superiori ai 260mila euro – questa la proposta – l’aliquota sarà del 60%, per i guadagni superiori al milione si arriverà al 75%. Misure ad alto impatto con le quali la Linke cerca di sottrarre consenso al populismo di destra di Alternative für Deutschland, cui i sondaggi assegnano un allarmante 15%.

Post-verità: ultima battaglia di retroguardia della postmodernità neoliberista

di Daniel Späth
È caratteristico di ciascuna variante della coscienza borghese che subito dopo aver avuto un ruolo egemone si mostri nuovamente superata dal processo storico della costituzione feticista del patriarcato produttore di merci. In questo modo, pertanto, le ideologie mostrano, senza eccezioni, di correggere analiticamente la forma della dissociazione-valore di una data costellazione storica, per poi giocarla contro l'altra epoca della relazione del capitale. Di conseguenza, anche il concetto borghese di critica si limita a questo campo immanente del conflitto, dato che la critica o si riferisce positivamente alla configurazione attuale della dissociazione-valore nel cui nome viene denunciata l'insufficienza delle epoche passate, oppure cerca di idealizzare il passato, a fronte della cui luminosità viene alla luce la decadenza del presente.

La guerra dei Commons di Roma

di Stefano Simoncini
Cento milioni di euro. È questa la cifra monstre del danno erariale che incombe su 5 dirigenti capitolini a cui è toccata la cattiva sorte di amministrare negli ultimi 10 anni una porzione significativa dell’immenso patrimonio immobiliare del Comune di Roma. Partirà infatti a metà gennaio, a seguito dello scandalo «Affittopoli», una prima batteria di processi (sono 70 finora le citazioni in giudizio) che la Corte dei Conti ha istruito sulle irregolarità nella gestione dei beni comunali in concessione, chiamando gli amministratori a rispondere personalmente del presunto danno erariale.

Il Mezzogiorno tra storia e attualità

di Filippo Sbrana 
Quando si guarda al Mezzogiorno nella prospettiva del dualismo si corrono dei pericoli. In una recente pubblicazione, Salvatore Lupo ha sottolineato il rischio che il permanere del divario finisca per oscurare i risultati positivi conseguiti. (...) In realtà il quadro è molto meno statico di come potrebbe apparire. Il Sud non è cresciuto poco in termini assoluti: nei primi 150 anni di storia unitaria l’incremento del Pil pro capite è stato notevole, stimato fra 9 e 10 volte. Un dato non trascurabile: il Regno Unito, ad esempio, è cresciuto 7 volte.

Il j’accuse del popolo basco allo Stato spagnolo

di Davide Angelilli
Salatzen Dut (in basco, io denuncio) è stato lo slogan della moltitudinaria manifestazione che ha inondato questo sabato le strade di Bilbao. Un j’accuse popolare per denunciare la situazione dei prigionieri e delle prigioniere politiche basche. Sotto una pioggia incessante, ottantamila persone (su una popolazione, quella basca, di circa tre milioni) hanno puntato il dito contro la violazione dei diritti umani del collettivo di detenuti politici, il boicottaggio del processo di pace da parte dello Stato spagnolo e la criminalizzazione della difesa dei diritti umani. Ad aprire la marea umana, i Mirentxin, furgoncini solidali messi a disposizione dei famigliari, che hanno sfilato emotivamente nelle prime file, per visitare settimanalmente i parenti reclusi.

Tulipano Rosso. La sinistra olandese e le elezioni

di Comitato Germania e Olanda Possibile
Il 15 marzo si terranno in Olanda le elezioni della camera bassa, l’unica eletta direttamente dai cittadini. I sondaggi prevedono una forte affermazione del PVV, il partito dell’estrema destra xenofoba di Geert Wilders, destinato a diventare il primo partito del paese. Previsto un tracollo dei partiti della coalizione di governo, i liberali di destra del VVD e i laburisti del PvdA che i sondaggi predicono scendere a circa la metà e un quarto dei seggi del 2012 rispettivamente. Come si stanno attrezzando le forze di sinistra per fare fronte agli effetti di un sommovimento che ha elementi in comune con quello di altri paesi europei, ma anche alcuni elementi di specificità, in un sistema proporzionale puro che incoraggia la frammentazione in piccoli partiti e costringe a creative quanto improbabili grandi coalizioni di governo?

La censura, la manipolazione e la sovrapproduzione di notizie come strumenti di lotta di classe


di Alessandro Bartoloni 
Il protrarsi della crisi sta sconvolgendo l’umanità portandola in un vortice di conflitti economici e militari di cui non si vede via d’uscita. Gli attentati sono quasi all’ordine del giorno e lo stato di tensione coinvolge ogni campo dell’attività umana. In questa situazione l’agitazione e la propaganda divengono fondamentali per tutte le parti in conflitto. Per quanto riguarda la prima, la diffusione di internet mette in crisi la forma classica di controllo dell’informazione basata sulla censura operata dai padroni dai mass-media tradizionali (giornali e radio-televisioni) consentendo a voci silenziate, marginalizzate o semplicemente distanti per lingua o geografia di poter raggiungere il grande pubblico globale informatizzato.

La Cgil scelga Landini, è lui il sindacalista del futuro

di Peppino Caldarola
Si avvia a conclusione il secondo mandato di Susanna Camusso come segretario generale della Cgil. Un mandato che termina con una sconfitta, quella sulla proposta di ripristino e modifica dell’articolo 18 che la Consulta ha respinto in quanto il referendum può essere, nel nostro Paese, abrogativo e non propositivo. La possibilità che un referendum vincente allargasse le clausole di tutela ai lavoratori di aziendine di cinque dipendenti ha decretato la cancellazione di questa sfida elettorale. Molto gossip attorno al ruolo che avrebbe avuto Giuliano Amato, giudice della Corte, nell'indirizzare verso il no il giudizio del consesso costituzionale. Molti retroscena stucchevoli. La verità era nelle cose.

Atkinson, più uguali in quindici mosse

di Attilio Pasetto
L’1 gennaio 2017 è morto Sir Anthony Barnes Atkinson, un grande economista britannico che ha dedicato tutta una vita agli studi sulla disuguaglianza e la povertà. E’ stato il maestro del più giovane e più noto Thomas Piketty e avrebbe meritato il Premio Nobel per il rigore delle sue analisi e l’impegno a portare avanti soluzioni costruttive ai problemi del nostro sistema economico-sociale. Era anche un convinto sostenitore dell’Europa, pur non lesinando critiche alle politiche intraprese dalla Comunità e da molti Stati membri. Il suo libro pubblicato a fine 2015, Disuguaglianza. Che cosa si può fare? (Raffaello Cortina Editore) rappresenta il coronamento dei suoi numerosi studi, iniziati nel 1970, e il suo lascito intellettuale.

Polonia: la destra religiosa esce dalla fase neoliberista. Ancora più a destra

di Paolo Rizzi
Il Re della Polonia è Gesù. Non è una bufala, non è neanche una notizia satirica. Il giorno 19 Novembre 2016, alla presenza del Presidente della Repubblica Polacca Andrzej Duda, con una cerimonia religiosa a cui hanno partecipato migliaia di persone, Nostro Signore Gesù Cristo è stato proclamato sovrano della Polonia. Le conseguenze pratiche dell’incoronazione sono ovviamente nulle, si potrebbe pensare che la notizia sia puro folklore, una nota di colore cui non dare peso. Eppure, l’ascesa al trono di Varsavia del Figlio di Dio è l’ennesimo atto con cui la Polonia marca il suo spostamento verso destra.

Per una pedagogia della migrazione

di Alessandro Gilioli 
Non so se usa ancora - spero di sì - ma quando eravamo ragazzi noi a scuola c'era una diffusa attenzione dei docenti per rendere la nostra generazione consapevole di ciò che era stato l'Olocausto. Non solo letture - Primo Levi e dintorni - ma anche film proiettati in aula magna, visite a mostre sul tema, qualche volta perfino gite di classe nei luoghi della memoria - tipo la Risiera di San Sabba. Non credo di bestemmiare né di offendere le vittime dell'Olocausto se oggi dico che forse bisognerebbe iniziare a fare qualcosa di simile anche sulla questione dell'immigrazione: sulle condizioni di vita e poi di viaggio, spesso di morte, che affrontano gli esseri umani che poi vediamo qui, nelle nostre città.

Dal sommerso ai robot. Lo stato di salute del lavoro e le sfide che ci aspettano

di Francesco Seghezzi
Nelle ultime settimane il dibattito politico sul lavoro è stato calamitato dal tema dei voucher, al punto che, immaginando uno straniero che legge per la prima volta le notizie del nostro Paese, potrebbe facilmente pensare che la maggioranza della popolazione italiana venga oggi retribuita mediante buoni lavoro. Ma, volendo provare a tracciare alcune delle tematiche che il mondo del lavoro dovrà affrontare nel 2017, la prima affermazione da fare è che quello dei voucher è un piccolo problema, piccolissimo, come ci ha ricordato qualche giorno fa la prima nota congiunta sui dati del lavoro prodotta da Istat, Inps, Ministero del lavoro e Inail: i voucher corrispondono allo 0,23% del costo del lavoro complessivo italiano.

Senza immigrati troppo vecchi per crescere

di Nicola Cacace 
Shinzo Abe, primo ministro giapponese, è salito agli onori della cronaca per aver dato il suo nome ad una nuova teoria, Abeconomics, consistente nella massiccia iniezione di capitali pubblici nell’economia, senza risultati apprezzabili sulla crescita. Anche l’Italia può lamentare decenni di risultati negativi sulla crescita pur avendo aumentato il debito. Due paesi geograficamente e culturalmente lontani, appaiono vicini per risultati socio-economici. 

Morte di un sociologo della globalizzazione

di Nello Barile 
La grandezza del pensiero di Zygmunt Bauman non può essere certamente ridotta all’impressionante grado di diffusione del suo famoso cavallo di battaglia: quella liquidità che egli ha rintracciato in numerose espressioni della vita contemporanea e che, paradossalmente, è servita più a legittimare la trasformazione in atto che non ad arginarne il potere straripante. Per questo motivo proverò qui a ricordarlo attraverso un percorso che va dalla critica generale alla globalizzazione, passando per l’analisi del consumo, fino alle più recenti considerazioni sulla società confessionale e sulle nuove forme di sorveglianza. 

Lidia Menapace: “Una persona, un voto”

di Peppe Sini
Una delle figure più prestigiose della vita civile italiana, Lidia Menapace, partigiana, femminista, senatrice emerita, ha espresso il suo sostegno all’appello “Una persona, un voto” affinché ad ogni persona che vive in Italia sia riconosciuto il diritto di voto. Vivono oggi in Italia oltre cinque milioni di persone che per il solo fatto di non essere native del luogo sono private del diritto di voto: ma questi cinque milioni di persone qui risiedono, qui lavorano, qui pagano le tasse, qui mandano a scuola i loro figli che crescono nella lingua e nella cultura del nostro paese; queste persone rispettano le nostre leggi, contribuiscono intensamente alla nostra economia, contribuiscono in misura determinante a sostenere il nostro sistema pensionistico, contribuiscono in modo decisivo ad impedire il declino demografico del nostro paese; sono insomma milioni di nostri effettivi conterranei che arrecano all’Italia ingenti benefici ma che tuttora sono privi del diritto di contribuire alle decisioni pubbliche che anche le loro vite riguardano.

Presidenziali: i dilemmi del Ps

di Anna Maria Merlo
Al primo dibattito tv della Belle Alliance (Partito socialista e alleati minori), in vista delle primarie del 22 e 29 gennaio per scegliere il candidato socialista, non c’era l’ologramma di Jean-Luc Mélenchon. Il candidato della France Insoumise (con l’appoggio un po’ freddo del Pcf), già sicuro di essere al primo turno delle presidenziali, ha annunciato un «meeting olografico» per la sua «prima mondiale», il 5 febbraio a Parigi, mentre sarà in carne e ossa a Lione. Ma i fantasmi di Mélenchon e di Emmanuel Macron, ex ministro dell’Economia deciso a presentarsi al primo turno senza passare per le primarie, erano ben evidenti ai sette contendenti.

Yours for the Revolution: “Il tallone di ferro” di Jack London

di Valerio Evangelisti
La Nova Delphi Libri ha appena pubblicato, in una nuova traduzione di Andrea Aureli, Il tallone di ferro di Jack London (pp. 368, € 14,00). Questa è la mia introduzione al volume. Ai partigiani italiani, durante la Resistenza, i comandi suggerivano una serie di letture da fare nei momenti di pausa, tra un’azione e l’altra. Tra i libri consigliati non mancava mai Il tallone di ferro di Jack London, spesso associato a La madre di Gorki. Una sorta di scuola quadri letteraria.

Inizia in Finlandia la sperimentazione del reddito universale di base

di William Rogers
All’inizio del nuovo anno 2.000 disoccupati in Finlandia sono stati scelti a sorteggio per partecipare all’esperimento del reddito universale di base del paese. I prescelti riceveranno dal governo un reddito base di 580 dollari al mese invece dell’indennità di disoccupazione. Tale importo coprirà le spese fondamentali di sussistenza. Diversamente da quelli che ricevono l’indennità di disoccupazione i partecipanti all’esperimento del reddito di base continueranno a ricevere il loro reddito mensile indipendentemente dal fatto che trovino un lavoro.

La grande abbuffata dei beni culturali

di Zapotec
Nella breve storia del dicastero dei beni culturali mai ministro è stato tanto prolifico e attivo quanto Dario Franceschini. Non passa giorno senza una dichiarazione in cui promette e annuncia radicali cambiamenti nell'assetto e nella gestione del patrimonio storico-artistico italiano. La sua febbrile e quasi bulimica attività rinnovatrice si concentra soprattutto su Roma, con grande attenzione per le zone del centro città ad alto interesse archeologico e, di conseguenza, turistico. Qualche giorno fa ha infatti annunciato la creazione di un Parco archeologico che lambirebbe la zona Colosseo-Foro-Palatino-Domus Aurea, afferente alla Soprintendenza speciale appena riformata.

Per una sociologia della bufala

di Fabrizio Tonello
Se si cerca in rete alla voce “Hillary Clinton arrested” compaiono 439.000 occorrenze, per la maggior parte legate a un video dell’ottobre scorso presente su YouTube nel quale una voce molto professionale scandisce quello che si presenta come un comunicato della polizia di New York che avrebbe annunciato l’imminente fermo della candidata democratica perché coinvolta in un giro di pedofilia e tratta di esseri umani. Una rete di criminali la cui esistenza sarebbe stata rivelata dalle famose email di Hillary scambiate con i suoi collaboratori usando un indirizzo privato e non quello ufficiale assegnatole dal Dipartimento di Stato.

Il catastrofico primo anno di Macri nelle relazioni internazionali

di Juan Manuel Karg 
In questo articolo analizzeremo i punti centrali della nuova politica estera argentina, concentrandoci principalmente nel cambiamento in relazione all’America del Sud, l’Europa e gli Stati Uniti. Infine, tracceremo una breve prospettiva sulle sfide future, sia per il nostro paese che per la regione nel suo insieme. 
a) Fine della multipolarità? Una tardiva svolta verso Stati Uniti ed Unione Europea
Macri e il suo Ministro degli Esteri, Malcorra, hanno dato vita sin dal loro insediamento a una politica estera basata sulla tesi che l’unipolarismo nordamericano non sia sotto scacco.

Messico invisibile

di Fabrizio Lorusso 
A oltre due anni dalla notte di Iguala, nello Stato messicano del Guerrero, nella quale la polizia locale, con la connivenza della polizia statale e federale e dell’esercito, uccise sei persone e consegnò quarantatré studenti della Scuola Normale (magistrale) Rurale R. Isidro Burgos di Ayotzinapa a un gruppo di presunti narcotrafficanti, il caso resta irrisolto; e ciò nonostante siano oltre cento i detenuti e la procura abbia elaborato migliaia di pagine per integrare il fascicolo.

L'Italia s'è desta fragile e disuguale

di Federico Giusti
Negli ultimi 30 anni le disuguaglianze sono cresciute, lo dicono innumerevoli statistiche. Un paese, l'Italia, dove le differenze di classe sono acuite come anche le povertà. Disuguaglianze accentuate anche geograficamente parlando, con il Sud che ha perso ulteriore terreno– dal 2008 al 2017 – con aumento dei disoccupati, del reddito, degli under 30 senza un lavoro e un titolo di studio, un impressionante ritardo riassumibile in pochi dati, primo tra tutti il Pil che in 10 anni è calato del 10,2%, contro il -5,5% del Centro-Nord e un -6,6% dell’Italia nel suo complesso.

venerdì 13 gennaio 2017

No a politica e governo maggiordomi della finanza. Intervista a Gustavo Zagrebelsky

Intervista a Gustavo Zagrebelsky di Marco Travaglio
Professor Gustavo Zagrebelsky, è trascorso più di un mese dal referendum costituzionale e lei non ha ancora detto una parola dopo la vittoria del No. Perché?
"La campagna elettorale è stata lunga e faticosa. Ora è il tempo della riflessione e di qualche bilancio. Sarebbe insensato accantonare il 4 dicembre come se quel voto non avesse rivelato una realtà più dura di tutti gli slogan."
Che Italia ha incontrato, nei suoi incontri per il No?

La sfida del socialismo, oggi. Intervista a Leo Panitch

Intervista a Leo Panitch di Andràs Juhasz 
Ti dichiareresti pubblicamente un socialista?
"Decisamente."
Perché?
"E’ una domanda alla quale è difficile decidere come rispondere. In termini dell’irrazionalità, del caos e della disuguaglianza del capitalismo, che diviene sempre più irrazionale, più caotico e più disuguale ogni ora che passe, è difficile essere una persona umana e non essere socialista. Ma c’è anche un modo di rispondere a questa domanda collegato alla formazione personale. Provengo da una comunità della classe lavoratrice in Canada, i miei genitori erano socialisti e dunque, in un certo senso, sono socialista quasi per nascita."

La storia che verrà è ancora da scrivere

di Luciana Castellina
Per un giornale che come il nostro ( ormai unico in Italia e raro nel mondo) si ostina a definirsi«quotidiano comunista», un grande convegno internazionale proprio a Roma che rilancia l’attualità dell’aggettivo,è buona cosa. Si terrà, iniziando niente di meno che nei locali della Galleria Nazionale d’Arte Moderna, e proseguendo anche in altre sedi (il Cinema Palazzo e EscAtelier), dal 18 al 22 gennaio. «Un’idea di comunismo» era stato il nome delle analoghe precedenti edizioni, pensate sopratutto da AlainBadiou e Slavoj Zizek: quella di Londra del 2009, poi di Berlino, di New York, di Seul. Questa di Roma è però speciale e infatti si chiama «Comunismo 17», perché sarà il primo evento di un centenario importante: quello della Rivoluzione d’ottobre.

Il fallimento del Jobs Act

di Guglielmo Forges Davanzati 
E’ ormai chiaro che, rispetto all’obiettivo dichiarato (accrescere l’occupazione), il Jobs Act si è rivelato fallimentare. Il provvedimento, che ha introdotto contratti a tutele crescenti (frequentemente ed erroneamente definiti a tempo indeterminato) è stato accompagnato da ingenti sgravi contributivi a favore delle imprese per la ‘stabilizzazione’ dei contratti di lavoro. Secondo la propaganda governativa, si sarebbe fatta marcia indietro rispetto alle misure di precarizzazione del lavoro messe in atto con intensità crescente negli ultimi decenni.

Diritto all’esistenza, reddito di cittadinanza e Costituzione

di Chiara Tripodina
“Esistenza libera e dignitosa”: diritto di alcuni o di tutti?
Lo ius existentiae – il diritto a vivere in modo libero e dignitoso – è diritto solo di alcuni o di tutti? È diritto solo di coloro che hanno un lavoro retribuito in misura “sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa”, o è diritto anche di coloro che un lavoro non l’hanno o non retribuito in misura sufficiente? La questione si impone alla luce di un contesto economico e sociale, nel quale sempre meno si può dare per scontato che tutti abbiano o possano avere un lavoro, e in cui si deve fare i conti con i bruti dati di realtà, che raccontano di un paese – il nostro – nel quale la disoccupazione resta elevata; nel quale anche chi lavora lo fa sempre più in modo precario, intermittente, “flessibile”; nel quale molti sono coloro che, pur lavorando, restano sotto la soglia di povertà (i working poors, un tempo ossimoro, oggi diffusa realtà).